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Caltanissetta, dalla toga alla politica: il nisseno Massimo Dell’Utri verso la Farnesina, sarà il sottosegretario agli Esteri

Redazione

Caltanissetta, dalla toga alla politica: il nisseno Massimo Dell’Utri verso la Farnesina, sarà il sottosegretario agli Esteri

Mer, 22/04/2026 - 12:15

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Il suo nome figura tra quelli indicati per il completamento della nuova squadra di governo guidata da Giorgia Meloni, con l’ipotesi di un incarico alla Farnesina in quota Noi Moderati. Per Massimo Dell’Utri si tratterebbe dell’approdo a un ruolo istituzionale nazionale dopo un lungo percorso maturato tra professione e politica.
Avvocato cassazionista del Foro di Caltanissetta, Dell’Utri ha costruito la propria carriera nel capoluogo nisseno, esercitando la professione forense e consolidando nel tempo un profilo riconosciuto nell’ambito giuridico. La sua formazione affonda le radici proprio in città, dove ha frequentato il liceo classico Ruggero Settimo di Caltanissetta, per poi conseguire la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo.


Parallelamente all’attività professionale, ha sviluppato un impegno politico costante nell’area moderata del centrodestra, diventando uno dei riferimenti territoriali del progetto centrista. La sua attività politica si è intrecciata negli anni con le dinamiche di costruzione e radicamento di una componente moderata all’interno della coalizione, oggi rappresentata da Noi Moderati, formazione guidata da Maurizio Lupi.


Le sue radici politiche affondano sin da giovane nell’impegno nelle segreterie della Democrazia Cristiana, esperienza che ne ha segnato la formazione e l’approccio alla vita pubblica, costruito su una presenza costante e su una militanza vissuta nel tempo con continuità.
La sua possibile nomina assume anche un significato che va oltre il piano personale. La presenza di un rappresentante nisseno all’interno della squadra di governo rappresenterebbe un segnale importante per il territorio, in una fase complessa per la politica locale. Potrebbe infatti costituire un elemento di stimolo e di rinnovata fiducia, soprattutto per le giovani generazioni, chiamate a riavvicinarsi alla partecipazione politica.


Il suo profilo si inserisce pienamente nel tentativo del centrodestra di rafforzare la componente centrista e liberale all’interno dell’azione di governo, in una fase in cui l’equilibrio tra le diverse anime della maggioranza assume un ruolo strategico.
L’eventuale nomina a sottosegretario agli Affari Esteri rappresenterebbe dunque non solo un riconoscimento personale, ma anche il punto di arrivo di una lunga esperienza politica, iniziata fin da giovanissimo e portata avanti con continuità nel tempo. Un passaggio che segnerebbe il salto definitivo dalla dimensione locale e regionale a quella nazionale.

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